Come scrivere un buon thriller -parte prima-

I generi letterari sono vari e molto variegati, ed il thriller è uno di questi. Questo genere letterario nasce negli Stati Uniti a cavallo delle due guerre per poter raccontare, in chiave romanzata, delle storie che avessero come protagonisti degli eroi solitari, ma anche poliziotti corrotti ed esponenti di gang mafiose.

Questo genere letterario è uno dei più venduti insieme ai libri fantasy, e questo può essere uno degli elementi che può spingere un aspirante scrittore ad orientare verso di esso la sua scrittura.

Non bisogna però cadere nell’errore di pensare che scrivere un thriller sia facile, in quanto è necessario che sia ben scritto, che riesca a coinvolgere ed a risultare avvincente affinchè possa avere successo (questi elementi, d’altro canto, sono essenziali per ogni genere letterario).


Nel thriller una delle scene più importanti è sicuramente l’esecuzione del crimine, ed essa va preparata, studiata ed infine scritta con un’attenzione davvero molto grande. È necessario che chi legge venga via via coinvolto sempre di più grazie ad un crescendo della tensione ed ad un aumento del coinvolgimento emotivo.

In questo e nei successivi post andremo a fornire alcuni consigli volti ad aiutare a comprendere come scrivere un buon romanzo thriller. Nel presente post ci occuperemo dei personaggi e, per comodità, ci focalizzeremo solamente su due di questi: la vittima ed il carnefice; è chiaro che, in un romanzo, andranno poi accompagnati da tutta una serie di personaggi secondari.

Non è necessario rimanere fedeli allo stereotipo del carnefice uomo e della vittima donna, ,mentre è più proficuo caratterizzare entrambi questi personaggi ponendosi delle domande, come ad esempio quale possa essere il loro nome, la loro età ed il loro aspetto fisico. Ancora, è importante pensare a quale possa essere la loro etnia, se sono caratterizzati da un particolare profumo o abbigliamento, quali siano i modi tipici con cui si muovono, parlano ed agiscono e quale lavoro svolgono. Attenzione va posta anche al passato, da dove provengono, se hanno delle caratteristiche distintive oppure delle particolari qualità positive e/o negative.

Rispondendo a queste domande si avranno davanti dei personaggi completi, credibili e che possano soddisfare le curiosità e le aspettative dei lettori. Un buon esercizio può essere cercare di creare dei personaggi ed osservare quali siano gli elementi che, come scrittori, si fa più fatica a scrivere in modo tale da potersi concentrare proprio su di essi e colmare le lacune.

Ilaria Di Cocco

© Riproduzione Riservata

© Riproduzione riservata.