Ebook e libri spam – in America si fa largo la polemica


Spamazon 
è il fenomeno che sta facendo polemica da qualche mese negli Stati Uniti. Si tratta di titoli di libri ed ebook molto simili a quelli dei best sellers che in realtà sono scritti da autori pressoché sconosciuti o con nomi che somigliano a quelli famosi. Che sia la biografia di Steve Jobs o qualche importante romanzo giallo, non pochi lettori sono caduti nell’inganno. Questi libri sono stati venduti su Amazon, il più grande sito di vendita di libri on line. Ad aggravare la posizione dello store, il fatto che i volumi sono stati pubblicati grazie a Create Space, ovvero lo strumento che Amazon mette a disposizione degli utenti per creare testi, video e musica.

Chi digitava il vendutissimo New Moon di Stephenie Meyer s’imbatteva in un simileTwilight New Moon. I lettori che si sono recati sul sito per acquistare, ad esempio, il libro di successo The Girl with the Dragon Tattoo (Uomini che odiano le donne) di Stieg Larsoon si ritrovavano come primo risultato il titolo I am the Girl with the Dragon Tattoo di una poco nota Karen Peebles.

Vere e proprie opere spam che hanno destato l’attenzione di molti consumatori che hanno allertato la rivista Fortune. C’è da dire, però, che anche i lettori hanno qualche pecca. I titoli ed i nomi degli autori sono molto assonanti e le copertine dei libri molto simili agli originali. Se avessero visualizzato la biografia di ciascun autore dei libri spam, si sarebbero accorti che spesso non aveva all’attivo nessuna opera all’infuori di quella. Eccezion fatta per altri come Manuel Ortiz Braschi che, invece, ha pubblicato oltre tremila titoli.



Il campanello d’allarme è scattato nelle vittime soprattutto dopo aver acquistato il volume in questione.L’impaginazione, infatti, non è per niente curata, come avviene, invece, nei testi tradizionali. Ecco quindi che la colpevole principale resta Amazon. Da un lato perché colpevole di non controllare il contenuto dei libri che accetta dall’altro perché li produce mettendoli in vendita. Questione già sollevata la scorsa estate dalla Reuters.

Amazon, attualmente, non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale. Si è limitata a rimuovere alcuni titoli. In passato, lo store attribuiva gli errori e le disattenzioni al boom dell’autoproduzione di ebook. Questione che era stata, a loro detta, risolta con la creazione di CreateSpace che avrebbe dovuto rendere l’autoproduzione più semplice e seguita.

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