Gli ebook democratizzano i lettori

Il mondo dell’editoria è in agitazione. La crisi mondiale ha intaccato anche molti grandi editori ma anche molti autori indipendenti sono andati in bancarotta. Le agitazioni politiche ed il malcontento generale hanno destabilizzato la società. Una serie di cambiamenti potrebbero mutare tutto per sempre nell’ambito editoriale. Le forze che dominano  questi cambiamenti sono molte e varie: in primis le nuove tecnologie che abbassano il costo della produzione. A seguire i nuovi canali di distribuzione che permettono di insediarsi in mercati prima inaccessibili; i cambiamenti demografici di proporzioni epiche che modificano radicalmente il target cui si indirizzano gli editori: i lettori.

Un giovane autore del passato aveva già considerato tutte queste forze rivoluzionando la pubblicazione, la distribuzione e la vendita oltre che le relazioni con l’editore e i diritti d’autore. Era l’anno 1836 e l’autore era Charles Dickens. Il progetto in questione era il libro, divenuto poi famoso, Il circolo Pickwick (The Pickwick Papers). L’opera, per la prima volta, venne pubblicata in 20 mesi e la tiratura iniziale fu di 1000 copie ma soltanto 400 ne vennero vendute all’inizio. L’ultima pubblicazione avvenne nell’ottobre del 1837 quando le copie stampate e vendute furono 40.000. L’impatto de Il circolo Pickwick sull’industria dell’editoria fu notevole. Per i trent’anni che seguirono la pubblicazione divenne la forza dominante dell’industria, democratizzando e espandendo i libri vittoriani nel grande pubblico pagante. Si trattava di qualcosa che lucrava sia gli editori che gli autori. Charles Dickens poteva essere considerato come la rock star dell’epoca. I partner ed editori Chapman e Hall non avrebbero mai immaginato un tale successo nel piccolo progetto che avrebbero voluto archiviare e che ha cambiato il mondo dell’editoria.

Molte persone pensano che è stato il format a renderlo possibile. Ma molte pubblicazioni sono state in giro per oltre centinaia di anni senza cambiare in niente. A fare il successo è stata la combinazione unica tra opportunità e genio. L’opportunità fu un gruppo non sfruttato di lettori. La rivoluzione industriale aveva creato una classe di lavoratori che semplicemente prima non esisteva. Essi sapevano leggere e scrivere e potevano permettersi il costo del libro anche se non erano il pubblico tradizionale cui gli editori solevano indirizzarsi. L’elemento geniale fu rappresentato da Charles Dickens.



Se facessimo un salto in avanti di 188 anni, nel 2012, vedremmo che il mondo dell’editoria è nel pieno di un’ondata di cambiamenti. Il potere distruttivo principale è quello della digitalizzazione dei libri. Un oggetto materiale viene trasformato in un file. Un’invenzione davvero grandiosa ma con qualche controversia.

Si potrebbe affermare che non c’è una grande differenza tra la distruzione appiccata dalla scintilla de Il circolo Pickwick e l’attuale fenomeno degli ebook. Pickwick ha democratizzato la lettura. Gli ebook, per contro, hanno democratizzato gli scrittori e la scrittura. Perché è veloce, economico e relativamente facile pubblicare e distribuire un ebook. L’autore può anche scegliere di fare tutto da solo aggirando agenti, editori, addetti marketing e vedere il suo lavoro stampato. Ipoteticamente, tutti possono auto pubblicare un ebook.

Si tratta di una minaccia o di un’opportunità per editori ed autori? Tutt’e due. Tutti concordano sul fatto che le storie e l’atto del narrare non passano mai di moda. Ci sarà sempre domanda di grandi racconti. Ma tutto ciò che riguarda l’editoria è in cambiamento. Gli autori scelgono sempre più spesso di auto-pubblicarsi. Per contro, gli editori si lasciano sedurre dai libri digitali anche se sono spaventati. La scorsa estate Penguin è diventato il primo editore tradizionale a comprare una piattaforma dedicata al self-publishing. Si tratta di Author Solutions Inc. acquistata per 116 milioni di dollari.

Gli editori sono quelli che subiscono una pressione maggiore. Gli autori sono più motivati a fare da soli lasciando da parte il contributo prezioso che viene dall’esperienza degli editori. Anche perché gli ebook non necessitano di essere venduti in libreria. Si vendono su internet grazie a piattaforme fornite da Apple e Amazon non dagli editori. Il venditore leader del mercato Canadese Indigo ha cannibalizzato il suo business con Kobo prima di qualcun altro.

Un nuovo ecosistema emerge per consentire questa rivoluzione lontano dall’essere chiaro e che desta confusione, perplessità e paura nella maggior parte dei poveri autori (sì perché molti di essi non ha risorse da spendere). Grazie alle piattaforme di self-publishing possono guadagnare il 90% dalle vendite. Perciò non c’è gara: gli ebook hanno cambiato l’economia per gli autori. Basti guardare a Joe Konrath, John Locke e Amanda Hocking che con l’auto pubblicazione hanno fatto la loro fortuna. Oppure alla dichiarazione fatta da Amazon nel maggio scorso: per ogni 100 libri cartacei sono 105 gli ebook venduti.

Il prezzo medio di un libro auto-pubblicato ammonta a 3,18 dollari quello di un paperback è di 12,68, di un hardback 14,40 dollari. Ecco che ritorniamo al parallelismo con l’epoca vittoriana. La fiction più economica democratizzò la lettura. L’altro punto fondamentale fu la distribuzione. Grazie alle ferrovie l’opera di Dickens giunse nelle mani dei lettori. Oggi gli ereader consentono a chi acquista un ebook di poterlo leggere pochi secondi dopo aver pagato.

Il mercato editoriale è saturo. Tra le tattiche che adoperano gli editori per differenziare gli autori è che quelli che si auto-pubblicano non vengono recensiti e non possono essere eletti in nessuna premiazione. Phil Dwyer, autore e scrittore freelance, ha deciso di pubblicare il suo primo lavoro attraverso i canali tradizionali oltre che per questo motivo, anche perché considera che l’auto-pubblicazione manchi oggi di qualità. Egli iniziò a scrivere il suo lavoro tre anni fa, nel corso dei quali ha frequentato un corso di scrittura creativa. Probabilmente, se avesse scelto il self-publishing avrebbe messo in circolo delle bozze del suo lavoro molto prima che uscisse. Con l’editoria tradizionale è come se egli volesse vivere un rito di passaggio che gli fornirà l’approvazione del  pubblico.

 

Fonte http://techcrunch.com/

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