Il giusto titolo per il proprio romanzo

Sarà successo a tutti che, tra i tanti libri esposti negli scaffali di una libreria oppure di una biblioteca, si sia deciso di acquistarne uno (oppure di prenderlo in prestito) perchè colpiti da un titolo particolare.

Che sia curioso, intrigante, misterioso, in ogni caso è innegabile: il titolo è uno degli elementi che, insieme alla copertina, possono guidare la scelta di un lettore verso l’acquisto o meno di quel particolare romanzo.

Data questa premessa, diviene quindi essenziale per ogni scrittore riuscire a dare il giusto titolo al proprio romanzo, un titolo che al contempo attragga il potenziale lettore e che non lo lasci deluso una volta che ha terminato di leggere il libro, in quanto è sciocco pensare di utilizzare un titolo stupendo per un libro che, purtroppo, non ha nulla a che vedere con le tematiche o le immagini a cui esso rimanda.



Gli scrittori famosi hanno elaborato ognuno un proprio metodo, ed è rimanendo fedeli ad esso che decidono il titolo per i loro romanzi. Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la Letteratura, è solito includere nel titolo dei suoi libri due elementi, mentre Andrés Trapiello annota tutti i titoli che gli vengono in mente su un quaderno, in modo tale da averne sempre a disposizione un gran numero al momento opportuno.

Ancora, possiamo citare anche Abelardo Alias che utilizza sempre titoli che contengano in tutto tredici lettere; chiaramente questa caratteristica è osservabile unicamente nei titoli originali e non in quelli tradotti.

Infine, qualora si abbia ancora una certa curiosità in merito a questa tematica, è possibile leggere ciò che Umberto Eco ha scritto rispetto a questo sia nelle Postille Il nome della rosa (successivamente quelle stesse riflessioni sono state inserite anche all’interno dell’appendice del romanzo stesso).

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