La tecnologia si muove velocemente e l’editoria deve adattarsi

Il self publishing, nello specifico i servizi offerti dall’iBookstore della Apple e quelli offerti da Amazon, fornivano agli autori indipendenti una sfida di affrontare il mercato.Gli autori indipendenti possono scrivere, pubblicare e distribuire brevi lavori che sono seguiti da loro stessi con le nuove tecnologie gli scrittori possono immediatamente indirizzarsi al mercato, seguendone le tendenze.

Lo scorso anno Apple ha lanciato l’iPhone 4S ad Ottobre, un dispositivo che offre Siri, l’assistente virtuale. Alla fine di ottobre, Steve Sande ed Erica Sadun hanno scritto il libro auto pubblicato dal titolo “Parlando con Siri” una guida alla nuova tecnologia. Se avessere lavorato con un editore tradizionale sicuramente ci sarebbero voluti sei mesi o più, per pubblicare il volume. Invece, in questo modo, sono stati in grado di lanciare un libro quasi subito dopo l’uscita della nuova tecnologia. Il libro è stato pubblicato nell’inverno del 2012, pochi mesi dopo che Siri era stata lanciata e ha venduto un numero consistente di copie nei negozi digitali. La chiave del successo è stata, sicuramente, il lancio rapido del volume.

Quest’anno il mondo sembra essersi ribaltato perché gli editori tradizionali stanno esplorando la frontiera della pubblicazione rapida. Non si tratta di un cambiamento facile. un sacco di lavoro deve essere messo in atto. La produzione, la conversione digitale, il marketing il business e il supporto di un sito internet devono essere fatti in concomitanza affinché questo cambiamento avvenga.


Pearson ha lanciato da poco il programma Early Edition che offre ai lettori di accedere ai nuovi topic pubblicati  e alle anteprime dei libri nel corso del loro processo di produzione. Il programma, infatti, consente ai lettori di poter acquistare i volumi più rapidamente avendo accesso a materiali rilevanti anche se non ancora terminati. Non tutti gli autori sono d’accordo con questo programma. Anche se molti lo considerano come un grande passo avanti.

Il mondo tecnologico si muove in fretta. Basti pensare che Apple aggiorna i suoi hardware e software, come base ogni, anno. Un libro ci mette sei mesi ad essere prodotto. Questo giustifica il successo del self publishing.

Paul Boger è il Vice Presidente ed editore nel gruppo tecnologico Pearson. È lui l’uomo che ha dato vita al progetto Early Editions. Lui stesso ha affermato che il programma ha la voglia di rompere gli obblighi temporali imposti dall’editoria tradizionale. Al programma lavorano diverse personalità che credono fortemente nello stesso. Le sfide incontrate sono soprattutto di tipo culturale oltre che fisiche. Essendo editori professionisti loro stessi sono abituati a pensare che il contenuto a bisogno di essere visto e presentato in un certo modo oltre che essere finito prima di essere presentato al pubblico. Ora queste convinzioni devono ricredersi. Il termine “finito” deve essere sostituito con “usabile”. Del resto: “nessun libro può dirsi realmente finito. Come si può creare un nuovo libro che possa sopravvivere nel tempo?” ha affermato Boger. La stessa parola “libro” secondo Boger starebbe cambiando. Mentre libro, in se per se, significa qualcosa di stampato su carta, la parola ebook include significati differenti. Gli ebook stanno sviluppando il proprio set di aspettative commerciali. Coloro che acquistano un libro cartaceo tengono molto alla manifestazione fisica dell’atto. Chi, invece, acquista un ebook vorrebbe che il contenuto continui a cambiare grazie a degli aggiornamenti.  Quando le tecnologie cambiano oppure ci sono nuove tecniche, i consumatori si aspettano che il contenuto possa cambiare in tempo reale. Gli editori dovrebbero lavorare per assecondare queste richieste che i clienti comunque non hanno ancora soddisfatto. Ovviamente, gli autori non possono spendere la maggior parte del loro tempo ad aggiornare un prodotto. Sono gli editori che devono focalizzarsi su questa questione e fornire contenuti aggiornati agli utenti. Ad esempio, Boger lavora anche nella Sams Publishing dove si pubblicano diversi testi open source che cambiano di continuo. Gli editori dovrebbero esaminare e valutare i servizi che essi creano per gli autori e gli utenti finali. Il panorama è piuttosto difficile secondo Boger perché gli editori si trovano a competere non con altri editori ma con siti internet, applicazioni e così via. La chiave potrebbe essere l’aggiornamento continuo anche delle loro competenze.

Il libro ideale secondo Paul Boger dovrebbe contenere una presentazione digitale che sia interattiva dove necessario, in grado di aggiungere valore al prodotto. Inoltre, dovrebbe essere costantemente aggiornato grazie ai feedback dei lettori che si relazionano direttamente con l’autore e l’editore. Il libro ideale dovrebbe essere stampato soltanto se necessario.  Il cambiamento deve venire da editori e autori che devono dimostrarsi aperti e disponibili.

Nel frattempo, l’editore sta lavorando con i formati iBooks e ePub cercando di creare una migliore esperienza di lettura per gli ebook. Già si sta pensando a qualche pioneristica edizione di programmi che favoriscano l’apprendimento interattivo. Come, ad esempio, la piattaforma My Labs sviluppata per il settore educativo che include video e simulazioni.

Fonte http://www.tuaw.com

© Riproduzione riservata.