Le biblioteche al tempo degli e-book

Si è aperto ieri, 10 Maggio 2012, il Salone Internazionale del Libro di Torino. In occasione della prima giornata di apertura, uno dei temi che è stato affrontato durante i dibattiti è quello del futuro delle biblioteche.

Se l’introduzione degli e-book sta sicuramente avendo degli effetti sul mercato e sull’editoria stessa, non si può non riflettere anche sui cambiamenti e sulle influenze che questa nuova tipologia di libro potrà avere su una istituzione storica come quella delle biblioteche.

A questo dibattito hanno partecipato Nicola Cavalli (di Ledi),Renato Salvetti (di Edigita), Giulio Blasi (di Mlol) e Marco Ferrario (di Bookrepublic). L’incipit da cui è partita la discussione è stata la riflessione sul network Media Library Online.



Mlol (è questo l’acronimo del network) è un servizio che permette agli utenti delle biblioteche aderenti di prendere in prestito dei contenuti digitali, come ad esempio e-book ed audiolibri, ma anche di ascoltare brani musicali o consultare banche dati. Per quanto riguarda gli e-book, gli utenti registrati al servizio possono scaricarli ed utilizzarli per 14 giorni; passato questo tempo il file diventerà illegibile. Insomma, si tratta di una nuova forma di prestito di libri, ed i dati ottenuti dal servizio sono decisamente importanti.

E’ emerso infatti che sono stati effettuati più di 12 mila download tra lo scorso Settembre e Aprile 2012, e sono attualmente disponibili 7.673 titoli da scaricare e leggere liberamente.

In virtù di ciò, il dibattito si è animato intorno al tema del possibile futuro per le biblioteche. Se infatti il libro stesso diventa un qualcosa di smaterializzato, non fisico, c’è il fortissimo rischio che la biblioteca perda sia la sua funzione che il senso della sua esistenza.

Bisogna inoltre prendere atto di realtà come quella proposta da BookRepublic, che tramite il social Drm permette al lettore di conservare la copia del testo che ha chiesto in prestito alla biblioteca, minando dunque il senso stesso del prestito (qualcosa che ha un inizio ed una fine), e facendolo diventare qualcosa di più simile ad un acquisto.

Il costo di una biblioteca fisica è inoltre sicuramente molto più alto di quello di una biblioteca digitale, e in un periodo di tagli anche questo aspetto non è da tralasciare. Ma al contempo non si può dimenticare che, soprattutto nei piccoli centri (ma non solamente lì), le biblioteche sono anche un luogo di mediazione culturale, nonché di aggregazione.

I temi emersi non hanno trovato una vera e propria risposta, il dibattito è tutt’ora aperto ed il futuro delle biblioteche è tutt’altro che chiaro.

Ilaria Di Cocco 

RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata.