Leggere con i bambini

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Un recente studio ha indagato se l‘interazione genitore-bambino possa essere influenzata dal diverso formato del libro che veniva letto.

Lo studio in questione è stato condotto dal Joan Ganz Cooney Center, un centro di ricerca no profit che è stato fondato nel 2007 da Sesame Workshop, ed è stato chiamato Print Books vs Ebooks (ovvero libri stampati contro libri digitali).

E’ stato reclutato un campione composto da 32 genitori ed i loro bambini, che potevano avere un’età compresa tra i 3 anni ed i 6 anni. Sono stati quindi formati due differenti gruppi (ognuno composto da 16 coppie di genitori con i loro figli), ed a uno è stato chiesto di leggere un libro in formato classico cartaceo ed un e-book, mentre all’altro è stata data la consegna di leggere al bambino un libro cartaceo e un enhanced e-book.


Gli enhanced e-books sono una particolare tipologia di e-book. Una traduzione letterale li descriverebbe come “e-book arricchiti”, in quanto possono contenere al loro interno anche musica, filmati, contenuti interattivi e multimediali.

Da quanto emerso dallo studio condotto dal Joan Ganz Cooney Center,non ci sono particolari differenze tra il leggere un libro cartaceo ed uno digitale, ma ciò che riveste una grande importanza sono gli elementi aggiuntivi contenuti nell’e-book, contenuti che portano ad un cambiamento dell’interazione tra i bambini ed i loro genitori.

Quando si leggeva un libro digitale, l’interazione era centrata principalmente sulle azioni piuttosto che sul contenuto, e i bambini che avevano letto con un genitore un enhanced e-book ricordavano meno dettagli narrativi rispetto al bambini che avevano letto con i genitori una storia in maniera lineare.

Le conclusioni a cui arriva Print Books vs Ebooks sottolineano quindi come un eccesso di interattività possa ostacolare la conversazione tra i genitori ed i bambini, distogliendoli così dal contenuto della storia che viene raccontata. Questo è un elemento molto interessante soprattutto per gli insegnanti, che probabilmente dovrebbero preferire un libro in formato classico o la sua trasposizione in e-book (senza quindi elementi interattivi aggiuntivi), ed utilizzare invece gli e-book arricchiti per i momenti di svago e di gioco

E’ bene però sottolineare che l’utilizzo di un campione piuttosto ridotto, ovvero di sole 32 coppie composte da genitori e figli, non permette di poter generalizzare più di tanto i risultati ottenuti dal presente studio. Nonostante ciò, quanto è emerso dal Print Books vs Ebooks può sicuramente essere un buon punto di partenza per ulteriori studi e ricerche in merito.

Ilaria Di Cocco

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