L’inquinamento e gli e-book

Gli e-book rappresentano una novità sotto molti punti di vista, e i loro punti di forza sono vari, tra cui il costo più basso e la facilità di stoccaggio. Entrambi questi elementi derivano dal loro essere digitali, elemento che permette di leggere senza utilizzare della carta.

Per la produzione tanto dei libri quanto della carta stessa si utilizzano molte risorse (alberi ed acqua ad esempio), e si produce molta Co2 (Anidride Carbonica), basti pensare al trasporto per portare la carta nel luogo della stampa o al successivo invio dei libri nei luoghi di vendita.

Tutti questi elementi avevano permesso di affermare che l‘e-book fosse un’alternativa molto più ecologica ai libri di carta stampata, ed in effetti è davvero così salvo accorgersi che non ci si è mai curati dei dispositivi che bisogna necessariamente utilizzare per leggerli, ovvero tablet ed e-book reader.



Uno studio condotto da Nick Moran sul portale The Millions ha cercato di riempire questa lacuna, analizzando gli effetti dell’utilizzo dei device sull’ambiente.

Questo studio ha quindi confrontato le immissioni di anidride carbonica emesse da un libro cartaceo e quelle emesse da un iPad, in quanto è il dispositivo su cui si possono trovare più informazioni in rete.

I dati emersi hanno capovolto i risultati in favore dei libri di carta. Da quanto emerge dai dati raccolti da Nick Moran, la quantità di Co2 emessa dall’iPad è quasi sei volte superiore a quella emessa dal libro stampato.

Questo è infatti ciò che accade analizzando i dati in un arco temporale piuttosto ristretto. Se però il tempo preso in analisi viene aumentato fino a 5 anni, allora il meno inquinante risulta l’iPad.

Si potrebbe quindi parlare di un effetto a lungo termine, in cui i benefici sull’ambiente non si ottengono in breve tempo, bensì a distanza di anni.

Va però considerato che questo studio utilizza uno dei supporti più inquinanti sul mercato, inoltre l’iPad non è utilizzato solo per leggere. Grazie alle sue infinite app, può essere utilizzato per i motivi più disparati, dal giocare al lavorare al controllare le mail.

Questi elementi rappresentano quindi dei limiti dello studio del The Millions, e potrebbe quindi essere interessante esaminare i dati provenienti da studi che invece utilizzano un e-book reader. Questi tipi di dispositivi, infatti, hanno una batteria che dura molto di più e che quindi necessita di meno ricariche rispetto a quella dell’iPad.

Rimane quindi aperto il quesito rispetto all’aspetto inquinante degli e-book reader, in attesa di nuove informazioni in merito.

Francesca Borrelli

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