Nasce il primo centro di riparazione Kindle indipendente

Per un lettore abituato a maneggiare dispositivi tecnologici fragili e delicati, l’Amazon Kindle è un oggetto piuttosto resistente, che non necessita particolari attenzioni. Ma cosa succede se a maneggiare il celeberrimo eReader sono mani inesperte, non abituate alla tecnologia?

Worldreader, organizzazione no-profit che si cura di migliorare l’istruzione dei bambini nei paesi in via di sviluppo introducendo gli eReader come strumento di alfabetizzazione, si è trovata davanti a questo interrogativo. Se il Kindle appare il candidato perfetto per quanto riguarda facilità d’uso, connettività e disponibilità da parte di Amazon, di sicuro non è l’oggetto più adatto ad essere maneggiato da un bambino, e il supporto fornito da Amazon per la riparazione degli articoli danneggiati non è a buon mercato. Far riparare un Kindle diventa, infatti, più costoso che comprarne uno nuovo.

Per far fronte al problema, Worldreader ha lanciato il primo centro di riparazione di Kindle indipendente da Amazon, insegnando ai tecnici africani a riparare gli eReader, cosa decisamente non facile, considerato che il 90% dei danni riguardano gli schermi, saldamente incollati all’involucro esterno.
Inoltre, per sfruttare al massimo le potenzialità dei Kindle, Worldreader ha lanciato dei corsi per sensibilizzare gli studenti all’utilizzo delle nuove tecnologie. Stando ai primi dati, questa campagna di sensibilizzazione ha dato i suoi frutti, riducendo notevolmente il numero di oggetti danneggiati.



Sembra che l’organizzazione americana abbia così sfruttato al meglio una situazione potenzialmente non ottimale: portare l’alfabetizzazione nei paesi in via di sviluppo e, al contempo, rimediare alle mancanze di Amazon in materia di assistenza, creando nuovi posti di lavoro.

Ilaria Di Cocco

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