Ricordiamo davvero ciò che abbiamo letto?

Un articolo del Time affronta il tema dell’impatto delle nozioni lette su un e-book sulla memoria del nostro cervello. Il settimanale di informazione statunitense ha infatti recentemente pubblicato un articolo in cui viene criticata la capacità di apprendere e di fissare informazioni nella nostra memoria quando si fa uso di un e-book.

La giornalista che ha trattato l’argomento, Maia Szalavitz, afferma infatti che il leggere delle informazioni utilizzando un libro in formato digitale, piuttosto che utilizzare un libro classico in formato cartaceo, renda più difficoltoso memorizzare i dati contenuti nel testo. Le prove a sostegno di questa affermazione riguardano diversi punti.

In primo luogo, quando si legge un e-book si è privi di riferimenti mnemonici, come ad esempio il numero delle pagine o le indicazioni rispetto alla posizione della pagina (se è a destra oppure se è a sinistra), in quanto spesso gli e-book sono strutturati come un continuum. Pensiamo, a tal riguardo, all’affermazione “sono a metà libro” basata su una rapida occhiata che confronta l’altezza del libro con il punto in cui si è arrivati con la lettura. Sembra inoltre che, quando si legge un e-book, sia più facile dimenticare i nomi dei protagonisti e dei personaggi che si trovano nel testo.

Infine, si sottolinea come la lettura su uno schermo piccolo sia molto difficoltosa e richieda uno sforzo visivo maggiore di quello necessario con un testo cartaceo. A sostegno di questa affermazione, viene riportato il commento di Jakob Nielsen, considerato uno dei guru dell’usabilità, che utilizza come esempio la difficoltà che si ha nel leggere un testo su uno smartphone.



Se però tutto questo fosse vero, bisognerebbe mettere in discussione tutti quei sistemi di apprendimento che si stanno sviluppando per scuole ed università che hanno le loro basi nell’utilizzo di e-book, in quanto sarebbero di ostacolo all’apprendimento. Eppure, uno studio condotto dal professor Jordan Schugar ha rivelato che gli studenti che utilizzavano un Ereader Nook ricevessero delle votazioni più alte, rispetto agli altri studenti, nei test che prevedevano la comprensione di un testo. Inoltre, molti sottolineano che i principi alla base della lettura di un libro cartaceo e di quella di un e-book siano sostanzialmente diversi e che il cervello debba ancora adattarsia questo nuovo tipo di supporto. 

Insomma, il dibattito è ancora aperto e non si può ancora arrivare ad una risposta conclusiva in merito.

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