L’American Bookseller Association contro Amazon

È guerra tra l’American Booksellers Association, portavoce delle librerie fisiche e digitali indipendenti degli Stati Uniti, e il Dipartimento di Giustizia americano, a causa di un accordo sui prezzi che ha seguito una causa dello stesso governo ai danni di alcuni editori di rilievo.

In data 14 giugno, l’American Bookseller Association ha accusato il Dipartimento di Giustizia di voler favorire in modo esponenziale Amazon con questo accordo, a danno degli altri rivenditori indipendenti di e-book. Ha inoltre accusato l’azienda di vendere e-book a prezzi vantaggiosi solamente per attrarre gli utenti ad acquistare altri prodotti più costosi, andando a danneggiare così gli altri rivenditori di e-book e gli stessi editori. I portavoce del governo statunitense non ha commentato la vicenda, così come Amazon stessa.

Non è la prima volta che il governo americano si schiera a favore di Amazon: ad aprile, il Dipartimento di Giustizia aveva infatti fatto causa alla Apple e ad altri editori, accusandoli di aver cospirato per fissare prezzi a danno del dominio di Amazon sugli e-book.
Gli editori che hanno accettato l’accordo sono CBS Corp’s Simon & Schuster, Lagardere SCA’s Hachette Book Group e la HarperCollins Publishers. Ad opporsi all’accordo sono, invece, Macmillan e il gruppo Penguin, che si sono schierati insieme ad Apple contro le decisioni del Dipartimento di Giustizia, insieme al più grande rivenditore di libri ed e-book degli Stati Uniti Barnes & Noble.



Eugenia Durante 

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