Microsoft e Barnes&Noble: un accordo milionario

La notizia dell’accordo  è stata annunciata lo scorso 30 aprile 2012, data in cui i due giganti hanno deciso di deporre le armi a vantaggio di una trattativa dalla quale entrambi avrebbero potuto trarre vantaggi. Un investimento da 300 milioni di dollari il cui fulcro è rappresentato dall’editoria digitale.

L’accordo è stato siglato dai due leader quando nessuno se lo sarebbe aspettato. Molto aspri, infatti, erano stati gli scontri nei mesi precedenti: Microsoft aveva fatto causa a Barnes & Nobles per via di presunte violazioni di brevetti nella produzione di ebook mentre la catena di librerie aveva sostenuto che Redmon cercava di penalizzare le società produttrici di ebook con il sistema di Google ovvero Android.

Di seguito analizziamo i vantaggi che l’una e l’altra società otterranno dall’accordo milionario.



L’investimento rappresenterà per Microsoft l’ingresso in un settore, quello dell’editoria digitale,che non aveva ancora battuto. Produttore leader di software e hardware per lo svago (pensiamo all’Xbox) e, soprattutto, per il lavoro (ad esempio Office), la major ha puntato, in particolar modo, alNook il lettore di e-reader di Barnes&Noble. Il dispositivo, a seguito dell’accordo, supporterà Windows 8. Una sorta di sfida aperta ad Amazon, padrona indiscussa del mercato editoriale statunitense (e non solo), che ha venduto milioni di esemplari del suo lettore digitale Kindle. Il Nook si presenta come un ereader la cui versione base parte da 99 dollari. Economico sì, ma in grado di competere con gli altri dispositivi con caratteristiche tecniche pari, se non superiori, alla concorrenza. Basti pensare al Nook con lo schermo e-ink a colori. Il nuovo Nook che include Windows 8 dovrebbe essere presentato a giugno. In pratica, si tratta di una versione virtuale della libreria che porti il catalogo di ebook digitali di Barnes & Noble anche per gli utenti del sistema operativo Windows, il più diffuso del mondo. Con il controllo di Nook, Microsoft potrà anche infittire le offerte per i tablet per i quali è stato ideato il nuovo sistema operativo.

L’altro fronte è quello dell’educational. Nel mirino dell’accordo, infatti, ci sono tutti i testi accademiciche fanno parte di quella parte di business di Barnes & Nobles che ancora va per la maggiore. La presenza della catena di librerie è, infatti, molto radicata all’interno dei college statunitensi contando circa 636 store. Proprio i testi universitari confluiranno in un nuovo ramo societario creato ad hoc e battezzato con il nome di Newco in cui la major avrà una quota percentuale del 17,6%. Barnes&Nobles, quotata in borsa, acquisirà una partecipazione pari all’82,4% nella nuova società. Grazie all’accordo, Microsoft si rafforzerà nel settore educational dove prima era debole rispetto alla Apple che da sempre ha avuto un grande volume d’affari nelle università grazie ai suoi computer e ai suoi dispositivi iOs.

L’offerta di Barnes&Nobles è, però, composta anche da altre 705 librerie radicata in tutti gli stati americani il che rappresenta la vera forza della società retail. Dei luoghi fisici dove Microsoft potrebbe distribuire i propri prodotti. Gli store dove Microsoft ha distribuito in passato non navigano in buone acque. Tra questi ricordiamo Best Buy e Circuit City. Ecco quindi che B&N potrebbe essere un ottimo canale per insediarsi ancora di più sul territorio.

Mentre l’attività svolta da Microsoft a livello globale è più o meno nota a tutti, in Italia Barnes&Nobles resta decisamente meno conosciuta. La società fu fondata nel 1973 da Leonard Riggio, già libraio negli anni Sessanta, che acquisì un negozio sulla Fifth Avenue di New York trasformandolo nel “World’s Largest Bookstore”. Già alle origini fu ben chiara quale fosse la direzione verso cui B&N voleva andare: i testi universitari e l’innovazione. Già nel 1974, lo store era il primo ad avere una pubblicità in televisione mentre iniziava ad aprirsi a nuove città e a radicarsi come distributore per gli atenei. All’inizio degli anni ’90 furono concepiti i super store come oggi li conosciamo e che rappresentano il 96% delle vendite della società. Le vendite online iniziarono nel 1997 mentre l’apertura al mondo dell’editoria digitale è avvenuta nel 2009. In questa data ci fu l’acquisizione di Fictionwise azienda leader nella vendita di ebook. Nello stesso anno, a giugno, avvenne il lancio dell’ebook store della catena di librerie che ora è noto con il nome di Nook Store per via, appunto dell’e-reader realizzato nell’ottobre sempre del 2009. Nook ha subito diverse evoluzioni tecnologiche quali l’aggiunta del colore, il sistema touch screen e lo sviluppo in tablet quest’ultima alla fine dello scorso anno.

Barnes&Noble con l’accordo potrà fidare, in primis, su un partner strategico d’eccezione che darà sicurezza agli investitori. La catena di librerie avrà la garanzia che il suo ereader il Nook, avrà più speranze di competere a livello globale. Un settore, quello degli e-reader, dove la fanno da padroni Apple con l’IPad e Amazon, con il più accessibile Kindle (presente in 175 paesi del mondo). La società di spin off creata con l’accordo scongiurerà il crollo del valore del titolo di Barnes&Nobles in borsa e si eviterà la fine di Blockbuster, un altro celebre distributore di beni fisici. All’inizio del 2012 la catena di librerie, fondata nel 1971, era stata valutata per intero a soli 550 milioni di dollari.

I vantaggi dell’accordo sono stati subito visibili sin dal giorno dell’annuncio in cui lo stock di Barnes&Nobles è salito del 100% e ad una valutazione del gruppo di oltre un miliardo. La quotazione in borsa ha subito un rialzo del 64%.

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